Non è stata approvata oggi pomeriggio in aula consiliare la mozione del gruppo regionale del…
Questa mattina ho partecipato al presidio di Cgil, Cisl e Uil sotto al Pirellone per chiedere di rimandare l’allargamento del nuovo sistema di accertamento della disabilità ad altre 6 province lombarde, tra cui Bergamo.
Fino ad oggi la sperimentazione – avviata il 1° gennaio in applicazione a un decreto nazionale che attribuisce all’INPS la competenza per l’accertamento secondo criteri medico-legali, sottraendolo alle Regioni – ha riguardato la sola provincia di Brescia), dove sono emerse serie difficoltà operative che stanno determinando gravi rallentamenti nella definizione dei verbali. A Brescia su 16792 domande presentate ne sono state liquidate solo 7360, meno del 44%. Mancano le Commissioni, il personale è carente, la difficoltà nel presentare le domande e la ridotta partecipazione dei patronati che erano sempre stati un sostegno nella presentazione delle domande ha portato a una loro riduzione.
In queste condizioni, estendere la sperimentazione ad altre sei province lombarde rischia di portare all’accumulo di un arretrato, con gravi ricadute sui cittadini lombardi. Per questo chiediamo di rimandare l’allargamento della misura, in attesa che siano aumentate le risorse destinate all’Inps che, al momento, ha gravi carenze di personale e si stabilizzi la collaborazione con i patronati per garantire assistenza nella presentazione della domanda.
Noi non siamo contrari al nuovo sistema di certificazione della disabilità, ma sappiamo che richiede nuove risorse e una nuova organizzazione che ad oggi non ci sono. La Regione ha il dovere di adoperarsi perché cittadini che già vivono condizioni di disagio non possono anche dover subire nuove liste d’attesa.

