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Il modello della mobilità e dei trasporti della Regione degli ultimi anni va cambiato radicalmente: come Partito Democratico, insieme alle altre forze di opposizione in Consiglio regionale della Lombardia, la prossima settimana (a partire da martedì 13 ottobre), faremo dura opposizione in Aula per cambiare il Piano regionale della mobilità e dei trasporti proposto dalla giunta regionale. Il PRMT è infatti un corposo documento di programmazione che contiene tutte le opere che la Regione intende realizzare – o operare perché vengano realizzate – nei prossimi anni, dalle strade, tante, alle opere ferroviarie, troppo poche.

Lo faremo con 2.200 ordini del giorno, ma soprattutto con la carta che ogni gruppo politico può giocare una sola volta nella legislatura: la cancellazione del contingentamento dei tempi (il cosiddetto jolly, ndr). Quindi si discuterà senza limiti agli interventi, argomentando su ogni opera e su ogni richiesta. La seduta andrà avanti per giorni, fino a che le richieste non saranno ascoltate.

Per cambiare il modello della mobilità e dei trasporti in Lombardia il Pd chiede di apportare al piano importanti modifiche: stralciare autostrade inutili (che per la bergamasca vuol dire cancellare l’IPB), anticipare opere ferroviarie e stradali strategiche per i territori, velocizzare i collegamenti tra i centri e le aree interne, aumentare di almeno il 10% l’anno le risorse destinate al trasporto pubblico locale così da evitare nuovi tagli delle corse, introdurre la gratuità sui mezzi pubblici per i giovani under 25. 

Per soddisfare i bisogni di mobilità dei cittadini le risorse a disposizione non sono infinite: per questo occorre utilizzarle al meglio, concentrandole sul trasporto pubblico locale, sulle opere davvero utili e prioritarie per i territori, eliminando quelle non più necessarie ; oltre che chiedere alla maggioranza la garanzia di stanziamento di risorse maggiorate di 65 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio per finanziare il trasporto pubblico locale, ci siamo concentrati sulle infrastrutture da realizzare prioritariamente e su quelle che noi non riteniamo necessarie e che vanno quindi stralciate dal piano. Partiamo dalla cosiddetta autostrada Bergamo Treviglio (IPB) che ha bloccato nelle casse regionali ben 146 milioni di euro pubblici: venendo meno la necessità dell’IPB prevista ormai 20 anni fa per collegare l’autostrada BreBeMi al tratto D di Pedemontana che la stessa Regione ha poi deciso di eliminare, proponiamo ancora una volta il suo stralcio che libererebbe ingenti risorse a coperture di altre opere in bergamasca.

Sulle priorità a cui destinarle dorniamo all’Aula tutte le indicazioni all’interno delle decine di ordini del giorno presentati: investiamo su interventi davvero utili alla mobilità provinciale, rilanciano in prima battuta la ‘cura del ferro’, a partire dall’obiettivo di ridurre il monobinario, quindi procedendo con il raddoppio ferroviario anche del collegamento Bergamo-Montello che va reso prioritario insieme alla realizzazione del “Salto del Montone” a Treviglio-Cassano per accelerare il collegamento tra Bergamo e Milano e alla progettazione del prolungamento della T1 in Val Seriana da Albino a Vertova e della T2 Val Brembana da Villa d’Almè a Zogno. Solo migliorando la mobilità ferroviaria e tramviaria possiamo alleggerire le nostre città dal traffico veicolare e migliorare l’efficienza logistica a favore della competitività delle nostre aziende e della mobilità dei cittadini.

Poi si apre il capitolo delle opere viabilistiche utili, anzi, fondamentali, ai territori , quelle che davvero possono migliorare la vita quotidiana di migliaia di cittadini che oggi trascorrono ore al giorno in coda, e per le quali non possiamo più aspettare, come il terzo ed ultimo lotto della Tangenziale sud la cui realizzazione è prevista dalla maggioranza di centrodestra oltre il 2032. Troppo in là, Regione deve accelerare i tempi come chiediamo in un nostro ordine del giorno e come richiesto a gran voce dai Comuni della Val Brembana e della Valle Imagna.

L’isola bergamasca, una delle zone maggiormente industrializzate del territorio lombardo, che soffoca nel traffico ancor più del solito da quando è chiuso il Ponte San Michele. Chiediamo alla Regione di inserire nel PRMT la “Dorsale dell’Isola” e la variante Terno d’Isola-Calusco d’Adda, perché l’Isola merita una progettazione infrastrutturale all’altezza del ruolo strategico che gioca anche a livello economico-produttivo.

Altro snodo fondamentale è la costruzione di un nuovo Ponte sul Serio, che insieme alla Penetrante da est (che chiediamo di anticipare allo scenario 2027-2032 e non oltre) e all’allargamento della superstrada nel tratto Seriate – Torre de Roveri andrebbe a garantire una svolta nei collegamenti tra l’hinterland est bergamasco e il capoluogo.

Tutte queste singole opere saranno oggetto di confronto e dibattito in Aula, perché i territori ci chiedono di portarle avanti e crediamo sia importante che Regione Lombardia, sentiti i bisogni dei suoi cittadini e operata la dovuta pianificazione sovraprovinciale, investa nel modo migliore le risorse pubbliche per rispondere alle reali necessità di mobilità.

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