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Oggi, nel corso del Consiglio straordinario sulla sanità chiesto dalle forze di opposizione in Regione, la maggioranza ha bocciato l’ordine del giorno unitario sottoscritto oltre che dal nostro gruppo PD anche da Patto Civico-Italia Viva-M5S-AVS, ribadendo ancora una volta la ‘non volontà’ a procedere in maniera strutturale per risolvere i problemi della sanità lombarda e riportare la nostra regione all’eccellenza di un tempo.

L’anno 2026 sarà l’anno della svolta delle liste d’attesa ed entro ottobre il CUP unico sarà ultimato, ha detto Bertolaso.

Parole e promesse forti, di cui non possiamo che essere soddisfatti, con l’auspicio che però non restino solo parole ma diventino realtà. Il CUP unico è fondamentale per poter gestire le disponibilità di visite ed esami di tutti gli ospedali pubblici e privati convenzionati, controllando l’effettiva messa a disposizione di slot da parte di tutte le strutture e quindi rendendo possibile una pianificazione a seconda del reale bisogno delle persone. Senza questa pianificazione a monte, ogni provvedimento ‘cancella liste’ sarà solo una toppa. Ricordiamo infatti che solo una piccola parte delle risorse pubbliche messe a disposizione sono vincolate dalla Regione, mentre per la maggior parte sono le strutture sanitarie stesse a scegliere su cosa concentrarsi, dando luogo a quella stortura per cui ci si concentra sulle prestazioni più remunerative che non per forza sono quelle più necessarie, e su questo punto specifico noi chiediamo alla giunta di aumentare gradualmente la parte vincolata.

Altro tema che ho portato all’attenzione del Consiglio  durante il mio intervento è quello delle cosiddette agende chiuse e della presa in carico dei pazienti oncologici e cronici.

Le normative vigenti sono corrette, peccato che la realtà sia un’altra. Ogni giorno riceviamo segnalazioni di agende chiuse, con l’impossibilità di prenotare visite ed esami e ogni giorno le persone lamentano la mancata presa in carico da parte delle strutture di quei pazienti che necessitano di controlli periodici, pazienti poi costretti di conseguenza a prenotare visite di controllo di follow up che si faticano a trovare.

 

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