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Il tema sta creando non poca agitazione ed è un susseguirsi di allarmi e proteste, compresa quella dell’assessore al welfare regionale Guido Bertolaso: cosi si tagliano i fondi alla sanità pubblica e la si affossa ulteriormente.

Ma da Roma arrivano rivendicazioni su un finanziamento record alla sanità, aumentato – come evidenziato dalle dichiarazioni della Premier – di 3,4 miliardi.
Ma come è possibile che i numeri di una stessa Manovra vengano letti in due modi cosi diversi?
Occorre fare chiarezza.

Dei 3,4 miliardi di aumento complessivo rispetto al 2026, circa un miliardo era già stato previsto dalla precedente legge di bilancio. La nuova manovra, quindi, aggiunge 2,4 miliardi di nuovi stanziamenti, che faranno salire la dotazione del Fondo sanitario nazionale a 146,3 miliardi nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029. Ma guardare le cifre in valore assoluto non basta, anzi, è fuorviante. Occorre guardare con attenzione, invece, al rapporto tra Fondo sanitario e Pil, ossia la quota in percentuale della ricchezza prodotta dal Paese che il Governo decide di destinare alla sanità pubblica.

Il rapporto sarà del 6,14% nel 2027, per poi passare al 6,11% nel 2028 e al 5,98% nel 2029.
Ed ecco il punto: la quota del PIL destinato alla sanità è l’unico indicatore affidabile per dire se si stanno aumentano o diminuendo i finanziamenti, perchè tiene conto dell’inflazione, dei rincari e di tutta una serie di parametri che sfuggono alle cifre assolute.

In questo video cerco di mettere in fila le cifre, percentuali e soprattutto errori di una manovra che si annuncia molto poco attenta alla sistema sanitario pubblico del Paese.

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