Il modello della mobilità e dei trasporti della Regione degli ultimi anni va cambiato radicalmente:…
Nella Giornata Mondiale dell’Alzheimer ancora una volta vogliamo richiamare l’attenzione di Regione Lombardia sui bisogni dei cittadini affetti da questa patologia e sulle loro famiglie, ma anche sulle strutture sociosanitarie che li ospitano perché al momento non è chiaro chi debba far fronte alle rette e questo genera un grande caos su cui sono intervenuto nell’ultimo Consiglio regionale presentando un question time sul tema.
Qui sotto il mio intervento.
La risposta che ho ricevuto dalla Giunta è un’ammissione di sostanziale inerzia da parte della Regione. Parlare di un tavolo di lavoro interregionale costituitosi solo lo scorso luglio dopo che da un anno e mezzo, in Aula, evidenziamo il rischio di caos in seguito alle sentenze che sollevano le famiglie dall’onere della retta è come dire: non abbiamo concluso nulla. E nemmeno il Parlamento e il Governo italiano hanno concluso nulla, alla faccia dell’utilità di avere lo stesso ‘colore politico’ in ambo i livelli, Stato e Regione. In tutti questi mesi la Giunta ci ha risposto di portare pazienza, che stavano valutando misure – in attesa degli adempimenti nazionali – per accompagnare famiglie e strutture ma da allora non s’è visto né una delibera della Giunta, né una regola di sistema, nessun intervento nelle more della normativa nazionale.
E ancora: ora il tavolo interregionale tra quanti mesi darà le risposte necessarie? Perché le sentenze parlano chiaro, i ricorsi continuano ad accumularsi e verosimilmente, a fronte del rischio di non ricevere i pagamenti, le RSA inizieranno a non accogliere tutte le domande di ingresso in struttura e continuerà a regnare il caos per le famiglie”
La verità – come ho detto nella mia replica in Aula che trovate qui di seguito – è che Regione Lombardia non ha fatto nemmeno mezzo passo in avanti in tutti questi mesi e sperare che Roma ora sistemi la situazione in tempi celeri è una speranza vana. Nonostante le promesse fatte, famiglie e RSA sono state lasciate sole nel caos di una normativa inadeguata a fronte di una giurisprudenza che ha delineato nuove responsabilità obbligando le istituzioni a fare qualcosa e non a stare fermi.
Non ultimo, c’è il tema dell’accesso alle terapie innovative anti-amiloide in grado di modificare il decorso biologico della malattia nelle fasi iniziali, con impatti positivi sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie
Oggi ho depositato un’interrogazione a risposta scritta proprio sull’impiego delle terapie innovative, chiedendo a Regione se c’è la volontà di lavorare ad un modello di accesso che non sia indiscriminato, ma condizionato al valore e ai risultati clinici, che garantisca equità al suo acceso oltre che rendersi parte attiva della raccolta sistematica di evidenze nel suo impiego.
In Lombardia l’Alzheimer assume una rilevanza epidemiologica significativa: si stimano oltre 190.000 pazienti affetti da demenza, ai quali si aggiungono circa 160.000 soggetti con decadimento cognitivo lieve, condizione che espone a un maggior rischio di evoluzione verso forme conclamate di malattia; si tratta di numeri destinati a crescere in ragione dell’allungamento dell’aspettativa di vita e del progressivo invecchiamento della popolazione, che richiedono una programmazione sanitaria e assistenziale strategica e di lungo periodo che al momento purtroppo difetta nella nostra Regione.

