Nella Giornata Mondiale dell'Alzheimer ancora una volta vogliamo richiamare l'attenzione di Regione Lombardia sui bisogni…
Uno dei temi che mi sta più a cuore e che seguo più da vicino è quello delle disabilità: in questi 3 anni e mezzo di legislatura abbiamo fatto tante battaglie e ottenuto anche dei risultati importanti, ma la strada da fare è ancora lunga. Soprattutto dobbiamo adoperarci per rimuovere tutte le ‘rigidità’ ancora presenti nella normativa regionale, i vincoli e quei paletti burocratici che rischiano di non dare, nel concreto, la possibilità di realizzare pienamente il Progetto di Vita di ciasuna persona con disabilità, escludendoli dall’utilizzo di tanti fondi e servizi pensati proprio a questo scopo…
Per questo nella seduta di martedi 6 ottobre presenterò come primo firmatario:
Una mozione (MOZIONE 555) per la “Revisione organica della disciplina regionale delle misure del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze in coerenza con il Progetto di Vita di cui al D.Lgs. 62/2024 e superamento delle incompatibilità automatiche con la frequenza dei servizi semiresidenziali per le platee già Misura B1 e B2“.
Oggi una persona con disabilità grave che frequenta un centro diurno per più di 18 ore a settimana rischia di perdere il contributo economico che la Regione riconosce alla sua famiglia per l’assistenza a casa. È l’effetto di una regola contenuta nella delibera regionale di giugno 2026 che ha riorganizzato le misure per la non autosufficienza. La mozione chiede di superare questa rigidità, perché il bisogno di assistenza non finisce quando la persona esce dal centro: resta la sera, la notte, nei fine settimana, nei giorni festivi, durante le chiusure estive e quando la persona non può frequentare. E in quelle ore, a occuparsene è quasi sempre la famiglia.
Un question time a risposta immediata (IQT 1318) che riguarda il “Programma Operativo Regionale per la non autosufficienza 2025-2027: requisiti educatori professionali voucher sociosanitari – Misura Servizi“.
Nello specifico, chiediamo alla Giunta se, nell’ambito delle prestazioni finanziate attraverso i voucher sociosanitari, sia consentito l’impiego dell’educatore professionale socio-pedagogico (L-19), e se tale possibilità sarà mantenuta anche dopo il 31 dicembre 2026; in caso contrario, chiediamo quali misure si intendano adottare a tutela degli educatori già in servizio per garantire la continuità delle prestazioni e dei percorsi di presa in carico delle persone con disabilità e fragilità.

