Si è conclusa dopo 4 giorni di seduta la sessione d’aula dedicata all’assestamento di bilancio…
Regione Lombardia fatica a programmare e spendere adeguatamente gli investimenti, siano essi fondi europei, fondi propri o fondi PNRR. La Corte dei conti, nel suo “giudizio di parificazione” espresso dalla sezione di controllo in merito al bilancio regionale 2025, bacchetta la giunta regionale su questi temi per l’ennesima volta mettendo in evidenza come la Regione Lombardi sia tra le ultime per capacità di spesa tra le Regioni più sviluppate con cui dovrebbe confrontarsi. Non solo, il continuo ricorso a un miliardo di cassa sanitaria per far fronte agli investimenti propri viene rimarcato come una prassi pericolosa perché comprime la capacità di investimento sanitario e riduce la possibilità di investimento futura su temi cruciali come la salute dei cittadini lombardi. A ciò si aggiunge che il ricorso alla cassa sanitaria e oggi anche al tiraggio dei mutui i cui interessi comprimono la spesa ordinaria dei servizi serve a finanziare la legge mancia, una frammentazione degli investimenti, in ritardo e privi di un reale effetto moltiplicatore economico perché rispondono a logiche di consenso più che di sviluppo. Un’operazione che, dice la Corte, alla fine inciderà sulla disponibilità di cassa per 8,5 miliardi. Risorse in meno per le politiche che servono ai cittadini.
La Corte rimarca poi che l’operazione Pedemontana è una operazione di grande rischio completamente sulle spalle del pubblico – aggiungono i consiglieri dem – e la Regione continua a investire soldi pubblici nonostante l’esposizione superi il miliardo e le perdite i cento milioni, dimostrando la poca oculatezza. Impressionante anche l’incapacità di trarre risorse dalle grandi derivazioni idroelettriche, che fruttano miliardi alle compagnie mentre la Regione non riesce, per mancanza di volontà, ad ottenere almeno il dovuto”.
Più in generale Regione Lombardia e la sua giunta appaiono incapaci di reperire e spendere risorse mentre, lo dice sempre la Corte, i salari reali dei cittadini continuano a perdere valore, le disuguaglianze crescono, la natalità declina e i nuovi lombardi, provenienti da storie di immigrazione, non trovano politiche di integrazione. Sono proprio le emergenze su cui da anni ci battiamo, senza trovare risposte dalla destra e su cui oggi la Corte chiede un impegno maggiore.

