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La maggioranza in Regione Lombardia fa muro contro la legge di iniziativa popolare sostenuta dal PD per cambiare la sanità lombarda: oggi in commissione sanità del Consiglio regionale Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati hanno votato per l’archiviazione della proposta di legge, tecnicamente per proporre all’assemblea il “non passaggio alla trattazione degli articoli”. Con questa decisione, se la maggioranza confermerà la scelta, la legge sarà affossata senza nemmeno essere discussa nel merito.

Spiace ma i fatti parlano chiaro : la maggioranza di centrodestra vuole affossare il progetto di legge di iniziativa popolare per riformare la sanità lombarda. È grave che si ignorino i problemi e le criticità del nostro sistema sanitario, frutto di scelte politiche e gestionali sbagliate, certificati non solo dalle liste di attesa che non accennano a diminuire ma dai lombardi che sempre più numerosi rinunciano alle cure. Rimettere in piedi il sistema sanitario tornando a garantire l’universalità delle cure non è impossibile ma occorre agire in fretta. Questo progetto di legge e la sua discussione è forse l’ultima occasione che abbiamo e fa male pensare che non si voglia cogliere quest’opportunità.
La proposta di legge, sottoscritta da oltre centomila cittadini, mira a fermare la privatizzazione continua della sanità lombarda e a riaffermare il diritto alla salute, oggi negato a moltissimi cittadini a causa delle insostenibili liste di attesa. Punta a modificare i principi della legge regionale approvata nel 2009, per correggere la rotta della sanità lombarda insistendo sulla universalità del servizio, la centralità della prevenzione, la priorità dei servizi territoriali e il governo pubblico degli erogatori. Questo ultimo punto, centrale nella proposta di legge, significa cancellare la logica secondo cui i grandi gruppi privati sono liberi di fornire solo le prestazioni che rendono economicamente, mentre su altre prestazioni meno remunerative il pubblico viene lasciato solo e le liste d’attesa diventano insostenibili.
Noi non possiamo arrenderci: daremo battaglia con ancora più convinzione e insisteremo in Aula perché la legge di iniziativa popolare venga discussa e approvata. Non possiamo non dare risposte alle centomila firme di cittadine e cittadini lombardi che l’hanno sottoscritta, come già era stato fatto con il referendum a inizio legislatura. Cambiare si può, lo abbiamo scritto anche sui manifesti che abbiamo affisso in tutte le città della Lombardia, e per questo noi continueremo a batterci.
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