Skip to content

E’ stata approvata oggi in Consiglio Regionale all’unanimità una risoluzione sulla figura dell’assistente infermiere, frutto di un lavoro bipartisan in Commissione III Sanità a cui ho preso parte.

Si tratta di una figura, quella dell’assistente infermiere, che non può e non deve sostituire l’infermiere laureato, perché non ne ha le competenze e quindi non deve esser vista come la risposta alla carenza di professionisti  e proprio per questo abbiamo voluto approvare un atto specifico per definire meglio i ruoli, evitando confusioni e tracciando un profilo chiaro, con funzioni specifiche nel sistema della cura e dell’assistenza.

Il testo della risoluzione è una buona sintesi di punti di vista diversi tra maggioranza e opposizione, che ci permette anche di correggere e migliorare alcune previsioni contenute nel provvedimento nazionale che ha istituito questa nuova figura. L’assistente infermiere – la cui denominazione stessa rischia di creare confusione con l’infermiere laureato e, per questo, chiediamo sia modificata dal legislatore nazionale – non è ovviamente una soluzione definitiva alla carenza di professionisti trattandosi di fatto dell’evoluzione dell’OSS (operatore socio-sanitario), che, a seguito di un ulteriore percorso formativo (non inferiore alle 500 ore), consegue la qualifica.

Il nostro documento  ha l’obiettivo di delimitare le funzioni dell’assistente infermiere e assicurare una formazione adeguata. Intanto stabilisce che, vista anche la formazione socio-sanitaria maturata come OSS, operi in via privilegiata presso i servizi territoriali, gli enti socio-sanitari e in ogni caso con pazienti cronici o fragili e che ciascuna ASST ne definisca con precisione i limiti di azione. La formazione, inoltre, deve prevedere un numero di ore maggiore, soprattutto per i tirocini, di quelle stabilite a livello nazionale e deve essere affidata a Polis-Lombardia, in ragione della sua attività di supporto alle politiche regionali, e all’Accademia di formazione per il servizio sociosanitario lombardo (AFSSL), quale ente regionale che garantisce e promuove l’erogazione di servizi di formazione di elevata qualità nel sistema sociosanitario, che dovrà realizzarsi attraverso la coprogettazione dei programmi formativi e dei relativi corsi con le istituzioni universitarie, le OPI lombarde e con le DAPSS delle ASST, così come avviene da anni per la formazione degli infermieri di famiglia e comunità, al fine di standardizzare i corsi e gli esami.

Torna su