Ancora una volta la maggioranza di Regione Lombardia sceglie di non affrontare le gravi criticità…
Oggi il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione licenziata dalla commissione competente lo scorso 4 dicembre, in merito alle “Iniziative per la valorizzazione delle gestioni associate in Lombardia”.
Si tratta non solo di un passaggio importante, ma soprattutto di un’occasione concreta per portare finalmente a livello regionale la discussione su come investire nella gestione associata dei servizi sovracomunali, partendo dall’esempio dell’area omogenea cremasca al confine con la bassa bergamasca. Probabilmente siamo i primi in Italia ad affrontare in un’assemblea legislativa la prospettiva della gestione dei servizi in ottica territoriale, partendo da un modello che prova a rispondere ai grandi problemi che i nostri Comuni hanno e avranno sempre di più nel garantire servizi efficienti ai cittadini.
La gestione dei servizi rappresenta un problema nazionale, ma è particolarmente sentito in Lombardia, la regione con il più alto numero di Comuni, il 70% dei quali con meno di 5mila abitanti. Amministrazioni alle prese con difficoltà legate a unioni, fusioni e consorzi, con la carenza di personale e competenze, la riduzione degli organici, segretari comunali spesso in condivisione, tagli alle risorse, servizi esternalizzati senza adeguati meccanismi di controllo, gare complesse e difficoltà a partecipare ai bandi. La perdita di ruolo delle Province a seguito delle politiche di riordino ha ulteriormente complicato il quadro. Il nodo principale resta la scarsa disponibilità di personale qualificato, destinata a peggiorare nei prossimi anni.
Di fronte a questa situazione, politica e istituzioni devono immaginare nuovi modelli di gestione associata, distinguendo tra il ruolo politico, che resta in capo ai Sindaci, protagonisti principali delle scelte pubbliche, e la gestione dei servizi, da esercitare sempre più in forma associata. Servizi come quelli informatici, la polizia locale, lo sviluppo energetico e le Comunità energetiche, gli sportelli unici delle attività produttive e dell’edilizia, il supporto alla progettazione e alla gestione del patrimonio pubblico, le stazioni di appalto e di controllo, la pianificazione territoriale sovracomunale e i servizi sociali possono essere organizzati in forma associata per garantire omogeneità e qualità dei servizi, economie di scala e maggiore capacità di controllo.
Si tratta di un’occasione davvero importante per i nostri territori come Partito democratico lombardo ci crediamo e da qui diamo un contributo per avviare un dibattito a livello nazionale.

