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Lavoro, disabilità e inclusione: le nuove norme nazionali rischiano di avere ripercussioni negative sullo scenario reale dell’occupazione di persone con disabilità; abbiamo raccolto la segnalazione di associazioni di famiglie delle persone di disabilità e cooperative sociali di tipo B a proposito delle modifiche alla normativa nazionale che disciplina i percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità (modifica all’art. 12 bis della Legge 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” e  all’art. 14 del D.lgs. 276/2003 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro”) e portato in Aula il tema attraverso un’interrogazione.

La nuove disposizioni infatti inseriscono la possibilità per le aziende di assolvere all’obbligo di assunzione di persone con disabilità attraverso il distacco anche presso una realtà terza, con una percentuale che passa dall’attuale 10% al 60%, ed estendono anche agli Enti del Terzo Settore non commerciali e alle società benefit la possibilità di ricevere commesse di lavoro per consentire alle imprese l’adempimento dell’obbligo occupazionale delle persone con disabilità.

Il rischio concreto è che questi strumenti originariamente concepiti come misure integrative e sussidiarie rispetto all’assunzione diretta di lavoratori con disabilità nelle aziende, possano assumere carattere prevalente, orientando i datori di lavoro verso il distacco e l’esternalizzazione; il numero di lavoratori con disabilità direttamente assunti dalle aziende potrebbe quindi ridursi in modo significativo, con modalità di impiego che difetteranno di quell’inclusione lavorativa della persona con disabilità anche presso l’azienda stessa, in un contesto integrato, insieme agli altri lavoratori; abbiamo raccolto l’appello delle famiglie e delle cooperative sociali di tipo B.

Nel corso della seduta odierna abbiamo ricevuto risposta da parte del sottosegretario Piazza: bene che Regione Lombardia abbia accolto le nostre preoccupazioni, monitoreremo che i vari aspetti emersi nel corso della discussione trovino compimento nei decreti attuativi e nella normativa regionale. Nello specifico, vigileremo che effettivamente vengano effettuati monitoraggi periodici degli esiti occupazionali e della qualità dell’inserimento per ciascuna tipologia di convenzione, verificando che l’assunzione diretta delle persone con disabilità rimanga la modalità principale di assolvimento dell’obbligo previsto a carico delle aziende, e che le convenzioni siano utilizzate come strumenti sussidiari per far fronte alle situazioni di maggiore fragilità.

Inoltre sarà nostra premura verificare che siano garantiti sia la verifica del rispetto dei tempi e delle peculiarità delle persone con disabilità, che il raccordo con i servizi territoriali (socio-sanitari, inserimento al lavoro, famiglie) anche per i soggetti destinatari diversi dalle cooperative sociali di tipo B. L’auspicio è che Regione vigili attivamente sulle ricadute dei decreti attuativi e si adoperi affinché la normativa regionale intervenga laddove necessario per garantire e promuovere l’integrazione nel mondo del lavoro delle persone con disabilità fragili, tutelandone pienamente i diritti.

 

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