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Bene la legge che riconosce l’obesità come patologia cronica. Ora è necessario garantire a tutti l’accesso ai servizi di prevenzione. La Commissione III sanità ha approvato all’unanimità la legge sulle “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’obesità nella Regione Lombardia”.
ll testo mira a riconoscere l’obesità come una patologia cronica e invalidante, affrontandola non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, con interventi strutturati per prevenzione, diagnosi e cura. La proposta prevede l’istituzione di un Tavolo regionale permanente sull’obesità, con funzioni di analisi, monitoraggio e supporto alla programmazione sanitaria, coinvolgendo istituzioni, professionisti, mondo accademico e associazioni di pazienti. Prevede, inoltre, l’adozione di un percorso di prevenzione diagnostico-terapeutico assistenziale (PPDTA) per garantire una presa in carico omogenea e multidisciplinare, integrando ospedale e territorio attraverso una rete organizzata secondo il modello hub & spoke. Accanto agli aspetti clinici, il testo punta alla prevenzione e sensibilizzazione, con campagne rivolte alla popolazione, alle scuole e ai luoghi di lavoro e con programmi di formazione per il personale sanitario.
Si tratta di una legge specifica,  che consente di affrontare l’obesità come una patologia da prevenire e curare al pari di altre malattie croniche. Investire nella prevenzione dell’obesità significa prevenire molte altre malattie, con benefici per la salute dei cittadini e pubblica. È necessario comunque fare di più per ridurre le disuguaglianze garantendo accesso uniforme ai servizi di prevenzione, nutrizione, supporto psicologico e attività educative su tutto il territorio, e per questo sarà necessario incrementare la dotazione finanziaria dei fondi stanziati.
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