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Dopo il percorso condiviso con i colleghi di maggioranza nei mesi di audizioni e lavoro in commissione, oggi in Aula in occasione dell’approvazione del Piano Socio Sanitario regionale (qui il testo definitivo) ci saremmo aspettati da parte del Consiglio Regionale uno scatto di orgoglio e di coraggio che invece è mancato. Per far fronte alla crisi in cui versa il sistema sanitario lombardo, alle liste d’attesa infinite, alle carenze di personale e ai bisogni sempre più crescenti, sarebbe servita un’onesta autocritica sugli aspetti da migliorare, seguita dalla volontà politica di cambiare passo.

Come opposizioni abbiamo sottoposto alla maggioranza emendamenti e ordini del giorno per migliorare e rafforzare il Piano, che invece oggi esce dall’Aula praticamente come è entrato, senza quelle innovazioni che sono necessarie e indispensabili per rispondere ai crescenti bisogni di cura e di salute dei lombardi. Sono mancati coraggio e ambizione e la maggioranza ha perso un’occasione preziosa per imprimere una vera svolta rispetto al passato. Il Piano contiene tante buone enunciazioni che non vogliamo contraddire, ma si sta replicando uno schema che abbiamo già visto in questi anni e che non regge di fronte ai nuovi bisogni.

A proposito del sostegno alle persone con disabilità gravissima e grave (B1 e B2), siamo soddisfatti dell’approvazione del mio ordine del giorno che chiede la stabilizzazione dei sussidi, per sostenere i costi relativi all’assistenza fornita dei caregiver, nella logica della personalizzazione dei progetti di vita.

Bene anche l’approvazione del mio ordine del giorno sostenuto anche dai colleghi di maggioranza che impegna la Regione a promuovere campagne informative per migliorare la consapevolezza in merito alla fibrosi cistica e alla possibilità di eseguire il test di ricerca del portatore sano: 1 cittadino su 30 infatti lo è senza saperlo.

Siamo anche contenti dell’approvazione del mio ordine del giorno (bocciati invece i relativi emendamenti) che impegna la Regione a prevedere modelli di integrazione del geriatra nei pronti soccorso (con l’aggiunta “compatibilmente con le risorse finanziarie ed umane disponibili”) oltre che la previsione di ambulatori geriatrici negli ospedali e nelle case di comunità, oltre che il sostegno alle Dementia Friendly Community per sensibilizzare sull’importanza dell’inclusione delle persone con demenze e decadimenti cognitivi.

Tuttavia siamo rammaricati che la maggioranza abbia bocciato le altre nostre richieste (ordine del giorno ed emendamento), tra cui quella di provvedere alla definizione di un coefficiente territoriale per l’adeguata remunerazione dei servizi di assistenza domiciliare, con un’attenzione specifica a territori montani e a quelli più lontani dai centri urbani, affinchè venga garantita su tutto il territorio regionale qualità dell’assistenza per i cittadini e sostenibilità per gli enti.

Sono state respinte anche le nostre proposte (ordine del giorno ed emendamenti) per adeguare l’offerta delle RSA alle reali necessità di una popolazione sempre più anziana e con quadri sanitari complessi, attraverso un graduale aumento di copertura da parte della Regione della quota sanitaria delle rette oggi a carico delle famiglie, che va accompagnato a un incremento di posti letto, premiando le strutture che calmierano le rette e si aprono al territorio, e alla sperimentazione di un centro di valutazione e prenotazione in seno alle ATS per accompagnare l’anziano e la famiglia nella ricerca della struttura più adeguata. Bocciata anche la proposta di riservare alle RSA no profit posti letto di ospedali di comunità oltre che prevedere che il servizio di medicina generale interno sia rivolto anche ai cittadini “orfani” di medico di base.

Ma soprattutto siamo rammaricati della bocciatura del terzo punto dell’ordine del giorno e dell’emendamento che chiedeva un riconoscimento maggiore degli enti privati no profit, che devono essere considerati in modo diverso rispetto agli enti profit durante la contrattualizzazione di nuovi servizi e posti letto.

Approvato l’ordine del giorno (con “invita” anziché “impegna”) relativo alla donazione degli organi e del sangue, mentre sono stati bocciati gli emendamenti collegati.

Bocciati anche gli emendamenti sulla valorizzazione del ruolo degli assistenti sociali del servizio sanitario regionale.

Qui il testo degli emendamenti che ho presentato.

Di seguito gli ordini del giorno divisi per argomento:

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