Il rischio è che le politiche attive finanziate oggi con il programma nazionale Gol (Garanzia…
Di fronte allo sviluppo dei data center non bastano i principi, servono norme cogenti e puntuali. Siamo stati i primi a segnalare la necessità di mettere delle regole ma questa legge manca in una cosa fondamentale, la programmazione. Perché i data center sono un elemento di sviluppo ma anche impianti che portano un grande impatto sul territorio, in particolare sulle risorse idriche e sulla risorsa energetica.
Servirebbe una programmazione che tenga insieme le autorizzazioni a nuovi datacenter e la produzione di energia da rinnovabili, con l’occhio rivolto a tenere sotto controllo il prezzo zonale dell’energia: non possiamo permetterci di vedere aumentare le bollette a cittadini e imprese per colpa dei centri dati!
Questa legge, invece, non mette particolari paletti, si limita a semplificare e accelerare il fenomeno, senza tutelare davvero i campi agricoli e i parchi regionali, se non mettendo oneri che fanno il solletico alle big tech: cosa sono poche centinaia di migliaia di euro a fronte di operazioni di centinaia di milioni di euro, se non di qualche miliardo? Di fatto, la maggioranza ha messo un prezzo al nostro suolo. Anche di quello tutelato. Tutto è sacrificabile, pagando. È la strada sbagliata, una occasione persa di governare lo sviluppo difendendo territorio e cittadini.

